Benvenuti su Narrare i Gruppi
Narrare i gruppi. Etnografia dell'interazione quotidiana. Rivista semestrale
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Narrare i gruppi. Etnografia dell'interazione quotidiana è una Rivista che si occupa di narrazione e di gruppi. I contributi che ospitiamo si rifanno ad un approccio multidisciplinare: dalle scienze psicologiche e sociali, declinate nelle loro diverse sfumature e correnti di pensiero, all’antropologia e alle scienze politiche. I concetti da cui muove la nostra iniziativa sono quelli di complessità e pluralità della conoscenza, nel rifiuto della ricerca di una qualche verità nascosta, oggettiva, razionale, misurabile. La nostra apertura è orientata al vasto e variegato panorama che si usa sbrigativamente indicare come “postmoderno”.
Il nostro interesse verte principalmente sul ruolo del linguaggio e della narrazione nelle relazioni umane. Il tentativo è quello di spostare l’attenzione dalle investigazioni dentro e intorno alla cosa uomo alla lettura ed alla scrittura delle interazioni. In questa direzione intendiamo il narrare come l’approccio che propone protagonista assoluto il dialogo per la sua valenza costruttiva di mettere in gioco la soggettività nella essenziale dimensione plurale. Una soggettività che, di parola in parola, si svolge nelle azioni, nelle decisioni, nelle modalità di aggregazione, nel complesso degli eventi umani da considerare non tanto oggetti da misurare, soppesare, dimostrare secondo una logica falificazionista, ma discorsi, co-narrazioni che attendono di essere ulteriormente comprese, reinterpretate, risignificate nelle movenze di un articolato gioco ermeneutico, perennemente aperto, insaturo. L’individuo costruisce attivamente la propria identità mutuando il proprio senso di sé dall’appartenenza ai diversi gruppi di riferimento. Multiappartenenze a gruppi differenti tra loro fanno del soggetto post-moderno un attore impegnato sulla scena a costruire e mantenere vivo un racconto, una narrazione coerente (o meno) che faccia da legame tra la propria identità e le diverse rappresentazioni di sé che gli altri, i membri dei gruppi frequentati, continuamente gli rimandano. Il gruppo è per noi, dunque, il luogo privilegiato, se non esclusivo, della narrazione dialogica. Esso è la stessa dialogicità narrante. Riconosciamo nei gruppi il segno di una cultura che ha come base il pluralismo e quindi la convinzione che tutto è convenzionale e dunque può essere cambiato (Spaltro). È proprio nel farsi gruppo che la soggettività si attua nella speranza di costruire l’autentica narrazione di sé come diritto alla differenza, alla variazione, alla metamorfosi (Vattimo). Il nostro lavoro si svolge in una situazione complessa di narrazione della narrazione: nella vita, nelle scienze umane, nel pensarci su in sostanza (Lo Verso). continua...(file PDF)
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